Sulla lastra, l’occhio in sezione. Il cristallino ora si ispessisce, ora si rilassa. Dalla macula parte un raggio guida e il fronte d’onda esce dall’occhio verso il sensore. Il sensore è la lettera D stessa: dentro si vede la griglia di microlenti, la mappa dell’astigmatismo ruota, la riga dello scanner scende dall’alto in basso. L’indice sulla scala si sposta da zero a −2,50 D.
Diottria
In mezzo minuto il laser toglie dalla cornea uno strato più sottile di un capello, e l’occhio comincia a vedere senza occhiali. Quanto togliere, il chirurgo lo calcola in diottrie. Con una zona ottica di 6 mm, una diottria di miopia corrisponde a circa 12 µm di tessuto. L’occhio intero rifrange la luce con un potere di circa 60 D, e un errore di un sessantesimo basta già a sfocare le lettere della tabella ottotipica.
01 · Definizione
Il potere di una lente è l’inverso della focale
Una lente con focale di un metro ha un potere di 1 D. Con focale di mezzo metro fa 2 D, con dieci centimetri 10 D. La lente divergente prende il segno meno. Gli occhiali per la miopia hanno lenti negative, quelli per l’ipermetropia lenti positive.
Il vantaggio è che le diottrie si sommano. La luce di un punto a 0,5 m arriva all’occhio con vergenza −2 D: così gli ottici chiamano la curvatura del fronte d’onda. La cornea vi aggiunge i suoi 43 D, il cristallino altri 20 D circa. Se la somma fa convergere il fronte esattamente sulla retina, l’immagine è nitida. Se no, la differenza in diottrie è proprio la prescrizione.
Dentro l’occhio la luce viaggia in un mezzo con indice 1,336, perciò lì la vergenza non si ottiene dividendo per la distanza, ma per la distanza divisa per n. Tra la cornea e il centro ottico del cristallino ci sono quasi 6 mm, e anche questo intervallo cambia la somma. Il laboratorio qui sotto calcola tutto passo per passo.
Misurate l’occhio, correggetelo e guardate il mondo con i suoi occhi
A sinistra l’occhio in sezione con le dimensioni reali: cornea, cristallino, lunghezza dalla cornea alla retina. I raggi azzurri partono dall’oggetto, quelli viola sono le due sezioni principali dell’astigmatismo, il punto corallo è dove convergono. In alto a destra la vista del paziente: l’immagine è sfocata dalla funzione di dispersione del punto dell’occhio. In basso a destra lo schermo dello strumento scelto. Sotto la scena, la scala dell’acuità visiva in logMAR.
02 · Conversione
Diottrie, focale e vecchi numeri delle lenti
| {n} | {v} | {note} |
03 · Ordini di grandezza
04 · Strumenti di misura
05 · Regole di scrittura
06 · Unità vicine
07 · Sezione storica
Il gesuita Christoph Scheiner fece due fori in un cartoncino e guardò attraverso di essi un ago. Se l’occhio è a fuoco, l’ago è uno solo. Se no, gli aghi sono due, e da come si separano si capisce in che direzione va l’errore. Quasi tutti gli autorefrattometri funzionano ancora così: lo strumento cerca il potere con cui i due fasci si incontrano in un solo punto della retina.
Catalogo delle grandezze
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Una goccia d'acido cambia il colore del succo, il sale colora la fiamma, l'acqua gela con un colpo. Sotto, tutte le schede di Simetrium, per disciplina e in ordine alfabetico.
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